Apertura uffici al pubblico: dal lunedì al giovedì dalle ore 8.30 alle ore 13.00 e il venerdì fino alle 12.30  ♦  0423 2917 info@consorziopiave.it

Speciale

AVVISI DI PAGAMENTO 2017

DEFLUSSO ECOLOGICO E SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

La direttiva europea e le proposte del Consorzio di bonifica Piave

Oggi, a Vicenza, si svolge un incontro coordinato dal Distretto delle Alpi Orientali per l’attuazione del Piano di Gestione delle Acque: Gruppo di lavoro, di cui il Consorzio Piave fa parte, istituito dall’Autorità di Distretto Alpi Orientali il cui compito è definire i valori di Deflusso Ecologico (DE) entro dicembre 2017; tali incontri sono stati finalizzati dalla necessità di affiancare e supportare un percorso partecipato aperto ai soggetti interessati per l’attuazione della direttiva 2000/60/CE e volti alla revisione aggiornamento dei metodi di determinazione del deflusso minimo vitale del Fiume Piave al fine di garantire il mantenimento nei corsi d’acqua, del deflusso ecologico a sostegno del raggiungimento degli obiettivi di qualità assegnati dalla Direttiva europea.

Il Consorzio Piave è titolare di concessioni di prelievo idrico a fini irrigui e idroelettrici dal fiume Piave e ritiene importante che accanto all'esigenza di garantire i necessari fabbisogni, si assicuri la sopravvivenza del fiume con le sue caratteristiche ecologiche e naturalistiche, e ciò non può prescindere da un minimo quantitativo d’acqua da mantenere nell’alveo del fiume.

Ma qual è la situazione oggi?

Il Presidente Romano spiega: “Il Consorzio Piave, oggi, attraverso un esercizio attento delle derivazioni viene assicurato il prelievo della portata minima indispensabili ai fabbisogni, provvedendo alla tempestiva riduzione della richiesta in caso di apporti meteorici significativi, in modo da salvaguardare i volumi invasati nei laghi montani. E’ evidente come l’attuale assetto derivi da un particolare equilibrio tra apporti meteorici, risorse disponibili ed utilizzazioni, che consente di minimizzare l’attingimento dai laghi alpini, limitando i consumi alle strette esigenze in atto, nel rispetto delle portate di DMV (deflusso minimo vitale) nel Piave a valle delle derivazioni, come è accaduto anche nella stagione irrigua appena trascorsa, contraddistinta da un andamento climatico particolarmente siccitoso”.

Le analisi dell’Enel, gestore dei laghi alpini, stima mediante proprie simulazioni come conseguenza dell’applicazione del Deflusso Ecologico una netta minor disponibilità di risorsa invasabile nei laghi alpini, sostanziale per l’agricoltura, e preziosa se non addirittura fondamentale per l’ambiente ed il turismo di tutto il territorio. Le simulazioni svolte dal Consorzio Piave, applicando il rispetto del DE ai dati dei prelievi dal Piave registrati dal 2015 ad oggi, evidenziano come, in periodo invernale, potrebbero verificarsi situazioni in cui le derivazioni presso Fener o Nervesa debbano ridursi o addirittura sospendersi per un numero importante di giorni; analoga simulazione riferita al periodo estivo, nell’ipotesi di disporre della risorsa negli invasi montani, avverte che i prelievi alle traverse di Fener e Nervesa sarebbero tali da non soddisfare i fabbisogni irrigui per un numero di giorni molto elevato, circa due o tre mesi e tutti quindi possiamo immaginare gli ingenti danni economici e ambientali.

Tali premesse rendono evidenti come la scadenza del 2021, di fatto ormai imminente, entro la quale il DE dovrà essere applicato, potrà avere un impatto rilevante per le derivazioni, mettendo in dubbio, anche al di là dell’andamento climatico, la possibilità di soddisfare i fabbisogni irrigui dell’intero territorio oggi servito. Facilmente immaginabili sono le conseguenze sul PIL del settore primario dell’area (1,5 mld di Euro) e sull’occupazione (ca. 10.000 posti di lavoro a rischio); si tratta di un impatto che non investe solo l’irrigazione e il mondo agricolo ma tutto il territorio della provincia di Treviso profondamente interessato e influenzato dalle derivazioni dal fiume Piave: vedrebbe ridursi se non addirittura azzerarsi l’acqua che scorre nelle nostre città e che è oggi elemento sostanziale del paesaggio oltre che strumento di fondamentali funzioni ambientali, consentendo, ad esempio, il recapito degli scarichi dei depuratori.

Il Presidente Giuseppe Romano, dichiara: “Il Consorzio in questo ultimo mese ha condiviso con Sindaci, Provincia, associazioni di categoria, Ente Parco Sile e altre categorie produttive del territorio la propria proposta finalizzata a salvare il Fiume Piave e tutelare il territorio da possibili impatti devastanti sotto il profilo economico ambientale e paesaggistico: per esempio, la sostituzione dei rimanenti 30.000 ha oggi irrigati a scorrimento con il pluvirriguo ridurrebbe il prelievo dal Piave di circa 15 mc/s e garantirebbe l’economia agricola di produzione di prodotti di pregio e tradizionali. L’introduzione a norma di legge del vincolo di destinazione delle cave esistenti, a termine della coltivazione a bacini di invaso per accumulo d’acqua, è, di fatto, la soluzione indispensabile a costituire idonee riserve utili anche nel periodo invernale. Sono soddisfatto dell’adesione alla nostra proposta di delibera fatta ai Sindaci, le Amministrazioni, comprese nel Consorzio Piave, stanno infatti adottando e deliberando la nostra proposta di delibera: un chiaro atto di volontà di un’intera comunità e territorio che vuole la salvaguardia del Fiume Piave. Ma, per salvare il Fiume, sono necessari interventi strutturali importanti di cui ci siamo sempre fatti promotori: ora esiste anche una condivisione, una volontà di un intero territorio.”

Il Consorzio ritiene fondamentale e ha sempre operato affinché venga perseguito l'obiettivo di garantire una sempre maggiore qualità del fiume sotto il profilo ecologico ed ambientale, ed è consapevole che esso deve essere raggiunto anche attraverso la diminuzione dei prelievi dal grande fiume; ma, esprime forte preoccupazione che una riduzione improvvisa della derivazione possa avere impatti ancora più devastanti sotto il profilo economico, ambientale e paesaggistico su un territorio molto ampio, vissuto ed abitato da centinaia di migliaia di cittadini.

 

 NOTE ESPLICATIVE

 Perché il Consorzio Piave fa parte del Gruppo di lavoro dell’autorità di Distretto

Il Consorzio di Bonifica Piave è titolare di concessioni di prelievo idrico a fini irrigui e idroelettrici dal fiume Piave a Fener e a Nervesa della Battaglia, attive fin dal XIV secolo, da oltre 500 anni il sistema delle derivazioni alimenta una fitta rete di canali artificiali che si diramano nell’alta pianura trevigiana e che ha permesso in un'area per sua natura priva di idrografia superficiale, dapprima gli insediamenti abitativi, quindi lo sviluppo dell’attività agricola e la formazione di un territorio di elevato pregio sotto il profilo ambientale e paesaggistico (Treviso “città d’acqua”, Castelfranco ed il fossato del castello, Conegliano e Oderzo e il fiume Monticano).

In breve la Direttiva:

La Direttiva Quadro Acque (Direttiva 2000/60/CE) ha istituito un quadro per la protezione delle acque, che sarà predisposto a cura dell’Autorità di Distretto, e che tenga conto delle analisi effettuate e degli obiettivi ambientali fissati dalla Direttiva stessa, con lo scopo ultimo di raggiungere e mantenere lo “stato buono” di tutte le acque entro il 2021. La novità è l’introduzione del concetto di deflusso ecologico (DE), che entro il 2021 sostituirà l'attuale Deflusso Minimo Vitale (DMV), il quale comporterà un incremento del valore di quest’ultimo affinché i deflussi rilasciati a valle delle opere di presa siano modulati in misura tale da preservare i processi biologici e l’ecosistema nell’intero tratto a valle, garantendo il conseguimento dell’obiettivo di qualità ambientale previsto dal Piano stesso.

La posizione ufficiale del Consorzio Piave

La posizione al Gruppo di lavoro istituito dall’Autorità di distretto del Consorzio è chiara e le proposte avanzate sono frutto di una delibera del CdA che è già stata adottata da diversi comuni e sono concrete:

-            i valori del DE di nuova determinazione siano stabiliti dopo un’attenta fase di sperimentazione, che siano valutate attentamente le condizioni idrauliche ed ecologiche sito-specifiche, con lo scopo di raggiungere un soddisfacente equilibrio tra utilizzazioni e salvaguardia dell’ambiente nell’intero territorio dell’alta pianura veneta;

-            la sostituzione del DMV in DE avvenga nei tratti interessati dalle derivazioni esistenti in forma graduale e commisurata al finanziamento ed ai tempi di attuazione degli interventi di trasformazione pluvirrigua dei rimanenti 30.000 ha, oggi irrigati ancora a scorrimento, in modo tale da permettere, a fronte di un costo di circa 300 milioni di €, la possibilità di ridurre il prelievo dal Piave di circa 15 mc/s;

-            l’introduzione a livello normativo del vincolo di destinazione delle cave esistenti nell’alta pianura trevigiana, al termine della coltivazione, a bacini di invaso per accumulo d’acqua, quale strumento indispensabile a costituire idonee riserve utili, a garanzia di presenza d’acqua nelle reti di alta pianura anche durante il periodo invernale.

 

 

logo-anbi

meteo